Il cammino da León a Santiago

Situato lungo il cammino francese, il cammino che va da León a Santiago, può essere il giusto compromesso per chiunque abbia “solo” due settimane a disposizione ma abbia voglia di arrivare a Santiago di Compostela.

Si può pensare quindi di bypassare tutta la prima parte che va da Saint-Jean-Pied-de-Port a León e pensare di percorrerla in futuro, quando si avrà più tempo a disposizione.

COME ARRIVARE A LEÓN?

Io consiglio di arrivare a Madrid in aereo e da lì prendere un pullman per raggiungere León. Potete prenotare il vostro bus cliccando qui.

Vi consiglio, inoltre, di arrivare a León il giorno prima di cominciare il cammino e quindi di pernottare o in un qualsiasi b&b oppure potete entrare fin da subito nello spirito del cammino pernottando in uno dei tanti albergues della città e cominciando, quindi, a vivere lo spirito della condivisione con gli altri pellegrini.

Sono tante le persone che decidono di cominciare il cammino da León ma ce ne sono altrettante che decidono di partire dalla prima tappa del cammino francese.

PRIMA TAPPA: DA LEÓN A HOSPITAL DE ORBIGO (29,8 Km)

Ci siamo….il cammino comincia dalla splendida cattedrale di León da cui partono delle frecce gialle che vi accompagneranno lungo tutto il cammino fino a Santiago (impossibile perdersi perché le frecce sono ovunque anche se vi confesserò che a me è capitato di perdermi…ma io sono un caso a parte 🙂 )

Vedrete che come prima tappa, le guide consigliano di fermarsi a Villar de Mazarife, a circa 22 km da León, ma io sono sicuro che riuscirete a tirare dritto fino a HOSPITAL DE ÓRBIGO, un paesino molto particolare al cui ingresso vi è un ponte davvero caratteristico che dà fin da subito l’idea di essere arrivati in un borgo medievale.

Parliamo di pochi km in più da percorrere dopo Villar de Mazarife, quindi sono sicuro che potete farcela 🙂

SECONDA TAPPA: DA HOSPITAL DE ÓRBIGO AD ASTORGA (17 Km)

Quasi mi dispiace lasciare l’atmosfera medievale che si respira in questo paese ma la tappa che sto per affrontare merita di essere vissuta a pieno e quindi meglio mettersi in cammino il prima possibile.

Questa seconda tappa l’ho amata particolarmente perché ti porta ad attraversare un sentiero caratteristico, dai colori forti e intensi…davvero molto suggestivo.

Non è una tappa particolarmente complicata per cui potete godervela a pieno immergendovi completamente nei suoi colori, nella bellezza dei paesaggi e fermandovi a fare dei piccoli spuntini nei tanti punti di ristoro lungo il cammino che rappresentano anche un momento importante di convivialità e condivisione con gli altri pellegrini.

Si arriva finalmente nella cittadina medievale di Astorga dove vi consiglio vivamente di ammirare l’antica cattedrale e il palazzo episcopale in stile neogotico progettato da Gaudì.

TERZA TAPPA: DA ASTORGA A FONCEBADÓN (27 Km)

Si lascia Astorga e ci si immette subito nella terza giornata di cammino, anche questa non particolarmente complicata, se non negli ultimi km in salita, ma dove c’è una salita, c’è un bel paesaggio da ammirare e contemplare.

Si arriva quindi a Foncebadón, un piccolissimo villaggio che vive grazie al pellegrinaggio verso Santiago e in cui quindi si percepisce fin da subito l’essenza e lo spirito del cammino

QUARTA TAPPA: DA FONCEBADÓN A PONFERRADA (30 Km)

È una tappa molto suggestiva perché a pochi km da Foncebadón si arriva alla Cruz de Hierro,  una piccola croce sostenuta da un palo ai cui piedi vi è un cumulo di pietre lasciate dai pellegrini, nel corso degli anni, durante il cammino.

La leggenda vuole che la pietra venga trasportata dal pellegrino durante tutto il cammino come simbolo dei peccati e delle sofferenze che attanagliano l’anima, per poi essere lasciata proprio in questo punto come simbolo di liberazione dalle sofferenze stesse.

Il numero considerevole di pietre dà l’idea di quanti pellegrini siano passati da lì e questo rende il momento ancora più toccante e commovente.

Io personalmente non avevo alcuna pietra con me ma ho scritto qualcosa su un foglietto di carta che poi ho lasciato lì, sotto alcune pietre; è stato davvero un momento molto toccante!!!

Dopo la Cruz de Hierro il percorso è un pò complicato; devo ammettere che le difficoltà oggi si fanno particolarmente sentire, si prosegue però per Ponferrada ammirando, grazie all’altitudine, le bellezze di un panorama mozzafiato.

QUINTA TAPPA: DA PONFERRADA A VILLAFRANCA DEL BIERZO (23 Km)

Di Ponferrada ammiriamo il maestoso Castello medievale dei Templari, monumento storico artistico da non perdere assolutamente prima di partire per la tappa successiva.

In questa tappa i km scorrono senza troppo impegno, il terreno è fondamentalmente pianeggiante e negli ultimi km si attraversa un territorio ricco di vigneti.

Di questa tappa ricordo con piacere l’arrivo in uno degli albergue di Villafranca dove ho consumato un’ottima cena insieme a tutti gli altri pellegrini dell’albergue; è stato un momento conviviale molto bello e che mi ha permesso di apprezzare ancora di più lo spirito del cammino e l’importanza della condivisione.

SESTA TAPPA: DA VILLAFRANCA DEL BIERZO A O’ CEBREIRO (27,8 Km)

Usciti da Villafranca del Bierzo la strada si dirama: si potrà scegliere un percorso un pò più semplice ed uno decisamente più impegnativo in salita.

Io personalmente ho optato per quest’ultimo: molto molto faticoso perché vi è un dislivello di circa 700 metri ma vi assicuro che ne vale la pena; la vista di un paesaggio mozzafiato (come potete notare nella foto qui sopra) aiuta moltissimo a proseguire verso la meta.

La tappa è dura per cui si può decidere di fermarsi prima di O’ cebreiro; devo ammettere che questa possibilità si presenta più volte durante il cammino di Santiago perché ogni 4 o 5 km c’è un paesino sicuramente fornito di uno o più albergues in cui ci si può fermare se non si riesce a completare il percorso previsto per quella giornata.

Davvero non c’è da preoccuparsi, il cammino non è una gara ma un percorso molto personale da vivere secondo le proprie possibilità fisiche e non solo.

 

SETTIMA TAPPA: DA O’CEBREIRO A TRIACASTELA (20,8 Km)

Ormai siamo entrati in Galizia, regione caratteristica sia per il territorio ricco di verde dovuto al clima piuttosto umido e sia perché è la regione che ospita la nostra ambita meta finale: Santiago!!

Prima di O’cebreiro abbiamo incontrato la famosa statua del pellegrino, collocata tra l’altro in un punto che permette di ammirare un panorama decisamente interessante e suggestivo.

La tappa di oggi è davvero molto bella, in quanto il verde della Galizia si associa agli splendidi paesaggi osservabili lungo il percorso.

Di questa tappa non potrò mai dimenticare il mio tentativo di fuga dopo un impatto frontale con una mandria di vacche al pascolo e uno splendido albergue ecologico chiamato El Beso disperso nella natura dove ci è stata offerta una cena vegana davvero molto buona.

OTTAVA TAPPA: DA TRIACASTELA A SARRIA (18,4 km)

Tappa di media complessità dove i saliscendi non mancano ma devo dire che ci sono state tappe più faticose.

Il verde della Galizia diventa una costante nel nostro percorso ma si fa sempre apprezzare.

Noterete come quest’ultima parte del percorso prima di arrivare a Santiago sia più affollata rispetto alle tappe precedenti in quanto tanta gente decide di percorrere solo gli ultimi km prima di Santiago, ma vi assicuro che non mancherà la possibilità di poter vivere attimi di solitudine e riflessione.

NONA TAPPA: DA SARRIA A PORTOMARÍN (22,2 Km)

In uno dei bar di Sarria mi imbatto in questa immagine che mi ha colpito molto e che riassume un pò quello che è stato il mio cammino da León fino a quel momento.

Santiago è davvero molto vicina e devo dire che la tappa di oggi non è particolarmente difficoltosa, proprio per questo decido di complicarmi la vita e di non fermarmi a Portomarín, una cittadina che fin da subito attira la mia attenzione perché prima di arrivare all’ingresso della città, bisogna attraversare un lungo ponte.

Io purtroppo non ho avuto la possibilità di visitarla, ma molti pellegrini si fermano qui e quindi ne approfittano per fare un giro tra le vie della città per poi rimettersi in cammino il giorno dopo.

DECIMA TAPPA: DA PORTOMARÍN A PONTE CAMPAÑA (35,7 km)

Proseguendo si attraversa Palas de Rey dove i pellegrini che hanno sostato a Portomarín, si fermano, ma io proseguo arrivando a Ponte Campaña dove decido di sostare in un albergue molto carino chiamato Casa Domingo caratteristico perché ha una conchiglia molto grande all’esterno.

Oramai, in Galizia, non troviamo dei dislivelli esagerati, ma comunque la stanchezza si fa sentire, anche se Santiago è davvero molto vicina!!!

UNDICESIMA TAPPA: DA PONTE CAMPAÑA A RIBADISO (26,9 km)

btrhdr

Devo dire che nelle ultime tappe non ho rispettato molto la guida ma ho percorso qualche km in più rispetto alla tappa in cui avrei dovuto sostare.

Si supera la città di Melide per proseguire verso Arzùa ma oggi la stanchezza si fa particolarmente sentire a causa del caldo e quindi decido di fermarmi a Ribadiso perché attratto dalla vista di un albergue dal quale a pochi passi c’è la possibilità di fare un bagno in un torrente.

Inizialmente mi fa gola l’idea di buttarmi nel torrente per rinfrescarmi ma subito realizzo che la temperatura dell’acqua è davvero molto bassa per cui mi accontento di osservare la gente che si tuffa in acqua al posto mio 🙂

DODICESIMA TAPPA: DA RIBADISO A O PEDROUZO (22,5 km)

Penultima tappa, non particolarmente complicata anche se i dolori ai piedi non mancano e quindi la fatica è ugualmente percepibile.

Nelle ultime tappe sono le emozioni a prendere il sopravvento sui dolori e sulla stanchezza, perché immagini in mille modi il tuo arrivo a Santiago nel famoso punto di ritrovo di tutti i pellegrini che coincide quindi con la fine del cammino: la cattedrale di Santiago!

Pensi anche al tuo percorso fino a quel momento e alle persone che hai conosciuto e che ti stai portando dietro da molti km ormai; è un bagaglio di emozioni indescrivibile!

C’è una forza molto più potente che ti spinge verso Santiago e che ti fa sopportare qualsiasi dolore o stanchezza fisica.

TREDICESIMA E ULTIMA TAPPA: DA O PEDROUZO A SANTIAGO (19,4 km)

Inutile dire che la tappa di oggi non è affatto complicata considerando che abbiamo percorso tappe più lunghe e più difficoltose.

Probabilmente è complicata da un punto di vista emotivo perché in fondo non vorresti mai che quella meravigliosa esperienza, che non avresti mai pensato potesse darti così tanto, finisca e non vorresti mai lasciare quella piccola famiglia che hai creato in così poco tempo ma che sembra esistere da una vita.

Io le mie migliori lacrime le ho versate proprio lungo il cammino in diverse situazioni ma soprattutto quando è arrivato il momento dei saluti.

Ci siamo….SANTIAGO DE COMPOSTELA…una scritta colorata ci accoglie all’ingresso della città.

In realtà prima di raggiungere la cattedrale, bisogna camminare ancora un pò e arrivare al centro della città, ma ovviamente dopo 320 km questo non rappresenta affatto un problema.

Ricordo ancora la musica di uno zampognaro che mi ha accompagnato all’ingresso della piazza dell’Obradoiro, sede della cattedrale e dove centinaia di pellegrini hanno raggiunto la meta e sono intenti a fare foto o ad assaporare il momento indubbiamente emozionante da soli o insieme ai loro compagni di viaggio.

Impossibile non versare lacrime alla vista della famosa cattedrale, simbolo della fine di quel viaggio meraviglioso.

In realtà per molti pellegrini il cammino non finisce lì perché si può proseguire per Finisterre o Muxia, avendo altri giorni a disposizione.

Purtroppo non è stato il mio caso ma quando finisce il cammino il primo pensiero che ti balena per la testa è di volerci tornare il prima possibile e così sarà sicuramente….